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Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra

Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo

Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.

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Caro maestro,
lei dovrà insegnare al mio ragazzo
che non tutti gli uomini sono giusti,
non tutti dicono la verità;
ma la prego di dirgli pure
che per ogni malvagio c'è un eroe,
per ogni egoista c'è un leader generoso.

Gli insegni, per favore,
che per ogni nemico ci sarà anche un amico
e che vale molto più una moneta guadagnata
con il lavoro che una moneta trovata.
Gli insegni a perdere,
ma anche a saper godere della vittoria,
lo allontani dall'invidia e gli faccia riconoscere l'allegria profonda di un sorriso silenzioso.

Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri,
ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo,
i fiori nei campi, le colline e le valli.

Nel gioco con gli amici,
gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole
di una vergognosa vittoria,
gli insegni a credere in se stesso,
anche se si ritrova solo contro tutti.

Gli insegni ad essere gentile con i gentili
e duro con i duri
e a non accettare le cose
solamente perché le hanno accettate anche gli altri.

Gli insegni ad ascoltare tutti ma,
nel momento della verità, a decidere da solo.

Gli insegni a ridere quando è triste
e gli spieghi che qualche volta
anche i veri uomini piangono.

Gli insegni
ad ignorare le folle che chiedono sangue
e a combattere anche da solo contro tutti,
quando è convinto di aver ragione.

Lo tratti bene, ma non da bambino,
perché solo con il fuoco si tempera l'acciaio.

Gli faccia conoscere
il coraggio di essere impaziente
e la pazienza di essere coraggioso.

Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore
ed anche in se stesso,
perché solo così può avere fiducia negli uomini.

So che le chiedo molto,
ma veda cosa può fare, caro maestro.

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A Ethel Smyth

Mons House (Rodmell, Sussex)

19 agosto 1930

"Credo che in fondo, alla fine non ci sia nessuno a cui voglia davvero bene." Mi sono svegliata nel cuore della notte dicendo: "Ma se sono la più passionale delle donne. Toglietemi gli affetti e sarò un'alga fuori dal mare, la carcassa di un granchio, un guscio vuoto. Le interiora, il midollo, il succo, la polpa, la stessa mia luce, non ne resterebbe più nulla. Sarei spazzata via, finirei in una pozzanghera e annegherei. Toglietemi l'amore per gli amici e il sentimento bruciante e continuo dell'importanza, dell'insondabilità e del fascino della vita umana e non sarei altro che una membrana, una fibra, senza colore e senza vita, buona solo per essere buttata via come una deiezioni. E allora cosa intendevo quando ho scritto a Ethel: "Credo che in fondo, alla fine non ci sia nessuno a cui voglia davvero bene."?". È vero che con le donne mi preme solo fare bella figura. Solo le donne stimolano la mia immaginazione, in questo sono come te. (...) E ricordati - non che tu dia l'impressione di correre anche alla lontana il rischio di dimenticartene... - quale pazzo malarnese io sia, sono uno specchio crepato ad una fiera. E però, neanche l'ho scritto e già mi accorgo che, come al solito, faccio romanzi, guidata irresistibilmente dal fascino di una frase; perché in realtà Virginia è una donna semplice, così semplice: come a una bambina, basta darle i balocchi con cui le piace giocare. (...)

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Nel 1593, nel cosro di un processo per stregoneria, l'avvocato che conduceva le indagini (un uomo sposato) scoprì, a quanto pare per la prima volta, la clitoride; l'identificò come un capezzolo del diavolo, prova certa della colpevolezza della strega. Era "un piccolo pezzetto di carne, protuberante a guisa di capezzolo, della lunghezza di un centimetro e mezzo" che il carceriere "percepitolo al primo sguardo, non intendeva svelare, perché esso era adiacente a un luogo talmente segreto che non era convenevole a vedersi. Tuttavia, alla fine, non volendo nascondere una particolarità così strana", la mostrò ad alcuni degli astanti. I presenti non avevano mai visto niente del genere. La strega fu condannata.

("L'enciclopedia dei miti e dei segreti della donna")

 

La clitoride ha uno scopo puro. E' l'unico organo del corpo umano designato esclusivamente al piacere. E' solo un fascio di nervi, per la precisione ottomila fibre nervose: la più alta concentrazione di fibre nervose di tutto il corpo, compresi i polpastrelli, le labbra e la lingua, e due volte... due volte superiore a quella presente nel pene. Chi ha bisogno di una rivoltella, quando ha a disposizione una semiautomatica?

(Nathalie Angier "Woman")

 

Riabilitare la fica. 

Io la chiamo fica. L'ho riabilitata: "fica". Mi piace davvero. "Fica". Ascoltate. "Fica". E immaginate. F F, Fi, Fi. Femmina, fianchi, fallo, fare, figlio. Felicità e futuro. E anche: I come io, inizio, identità, immensità, isola, irta e iridata. F i, f i, fifì, fischio lungo e acuto, un treno che sfreccia in aperta campagna. Ed ecco la C: ecco il fico, il dolce frutto, e insieme la foglia di fico. Infine Ca, Ca. Con la A ampia e rotonda. Di caverna, cantare, capezzolo, cara, carne, casa, cammina - C chiusa - chiusa dentro, dentro la casa al calduccio... Fica. Dimmi, dimmi: "Fica". Dillo, dimmi: "Fica". "Fica".

 

 

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Non so se il brano che riporto sia veramente attribuibile a John Lennon com'era indicato sul link da cui l'ho preso, ma lo riporto così come l'ho trovato

"Ci hanno fatto credere che l’amore, quello vero, si trova una volta sola, e in generale prima dei trent’anni. Non ci hanno detto che l’amore non è azionato in qualche maniera e nemmeno arriva ad un’ora precisa.

Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di un’arancia, che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà. Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca: si cresce con noi stessi. Se siamo in buona compagnia, è semplicemente più gradevole.
Ci hanno fatto credere in una formula chiamata “due in uno”: due persone che pensano uguale, agiscono uguale, che solamente questo poteva funzionare. Non ci hanno detto che questo ha un nome: annullamento. Che solamente essere individui con propria personalità ci permette di avere un rapporto sano.

Ci hanno fatto credere che il matrimonio è d’obbligo e che i desideri fuori tempo devono essere repressi.
Ci hanno fatto credere che i belli e magri sono quelli più amati, che quelli che fanno poco sesso sono all’antica, e quelli che invece ne fanno troppo non sono affidabili, e che ci sarà sempre un scarpa vecchia per un piede storto! Solo non ci hanno detto che esistono molte più menti “storte” che piedi.
Ci hanno fatto credere che esiste un’unica formula per la felicità, la stessa per tutti, e quelli che cercano di svincolarsene sono condannati all’emarginazione. Non ci hanno detto che queste formule non funzionano, frustrano le persone, sono alienanti, e che ci sono altre alternative.

Ah, non ci hanno nemmeno detto che nessuno mai ci dirà tutto ciò.
Ognuno di noi lo scoprirà da sè. E così, quando sarai molto innamorato di te stesso, potrai essere altrettanto felice, e potrai amare qualcuno"

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