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Ho visto gli episodi della serie TV interpretata da Francesco Pannofino e mi sono incuriosita su questo personaggio del quale non sapevo assolutamente nulla e che avevo solo sentito nominare.  Leggerlo mi ha sorpresa. Stout ha uno stile fresco e frizzante, ironico e sornione, tanto che alla fine le indagini davvero vengono in secondo piano rispetto alle colorite - ma sempre bon ton - descrizioni dei luoghi e soprattutto dei personaggi. Le punzecchiature tra Archie e Nero Wolfe poi, sono spassose.  In questo, molto più che in altri casi di coppie di investigatori famose (Sherlock Holmes, per esempio, ma anche Montalbano e Augello o Fazio, oppure Ricciardi e Maione) il rapporto tra il "principale" ed il "subalterno" è quanto mai paritario. Nero non sarebbe Nero, senza Archie, e Archie non sarebbe nulla senza Nero.

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un racconto breve, senza troppe pretese, che si fa leggere velocemente in formato ebook.
uno di quei primi bocconi che ti lasciano l'acquolina in bocca per continuare a leggere altre avventure dei protagonisti... (mmmh... la caponata con le cipolle di tropea...)

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non sono una di quelle lettrici che un libro lo devono finire a tutti i costi: leggere è un piacere, non una tortura, e come piacere devo aprire un libro con la curiosità, con la "fame"!
con questo non mi è successo, e sebbene sia sottile e leggero, ho letteralmente "trascinato" la lettura per lungo tempo fino ad abbandonarlo ad appena una ventina di pagine dalla fine.

Ci riproverò... magari con un altro titolo su Maigret, magari più in là...

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... con Camilleri-Montalbano, vado sempre sul sicuro. Letture piacevoli, casi da risolvere interessanti. Però gli ultimi erano scesi un po' dal punto di vista qualitativo: qualunque lettore capiva subito chi era l'assassino appena entrava in scena, l'unico a non capirlo era l'infallibile commissario Montalbano fino a poche pagine dalla fine!

questa volta invece la storia è più avvincente, forse un po' lenta, ma attira e incuriosisce il lettore fino alla fine, e dà a Montalbano più spessore umano.

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Senza infamia e senza lode

Ho trovato un po' forzato il ricorso alla narrazione in prima persona, cosa che mi ha reso più antipatica la protagonista e d eccessivi i suoi tentativi di risultare simpatica a tutti i costi, ai lettori.
il giallo un po' fuori dal solito schema, ma anche quello, non brilla in modo particolare.

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