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Sin dalle prime righe si intuisce il grande lavoro ed il grande studio che hanno portato alla creazione di un'opera come questa.

Dettagliato, preciso, chiaro, scorrevole, con una buona padronanza dell'uso della lingua (qualche trascurabile imperfezione è sicuramente dovuta a distrazione durante la digitazione del testo, basterà una spolverata veloce), realistici i dialoghi e i tempi narrativi, sebbene in alcuni momenti sembrino più lenti del dovuto, ed in altri più incalzanti e veloci.

In genere un libro non raggiunge la quinta stellina se "manca qualcosa"... ecco, questo, al contrario - a parer mio - non raggiunge la quinta stellina perché "abbonda". Abbonda la trama, abbondano i particolari, le descrizioni delle strategie belliche e della geografia politica e sociale dell'epoca che rallentano lo scorrere della lettura, abbondano i personaggi, sia principali che secondari, che a volte ci si confonde su chi sia chi, è prolissa la narrazione di alcuni episodi che sono stata tentata di saltare a piè pari perché avevano poca forza, poco mordente... soprattutto trattandosi di un libro primo! Non riesco ad immaginare un "libro primo" di una serie, che abbia più di cinquecento pagine, come questo! Insomma: Anna Karenina ne ha più di seicento, Moby Dick quasi settecento, ma poi finiscono lì!

A parte questo (se fossi un editor, forse consiglierei all'autore di provare a snellirlo un po'), soprattutto se siete appassionati di romanzi storici precisi ed accurati, ecco Ambrosio Aureliano (del quale leggerò volentieri il volume secondo!), è sicuramente un libro che vi appassionerà, e che troverete di grande valore!

Dal Kindle risultano poco agevoli la consultazione della cartina e del glossario, peccato, ma è un problema del formato elettronico che riguarda ogni libro, non solo questo: sicuramente in formato cartaceo sarà una consultazione più agevole. Belle le immagini che corredano l'opera e che danno una fisionomia più chiara ad alcuni dei protagonisti.

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Un noir sentimentale. Magari non c’entra niente, ma io ci ho trovato qualcosa di Faletti (il Faletti degli “appunti di un venditore di donne”), qualcosa di Sangiorgi (“lo spacciatore di carne”), qualcosa di Simenon (ma non il Simenon di Maigret, quello de “la camera azzurra”, o de “il fidanzamento del signor Hire” per esempio) in questo lungo racconto (o breve romanzo) con le sue atmosfere un po’ misteriose, in cui la trama si nasconde e si svela a piccole dosi, la strada, gli incontri, quello sfiorarsi appena di vite che si incrociano e per il solo fatto di essersi incrociate, cambieranno i reciproci destini.
Forse non originalissimi i personaggi e la storia (comunque bella!), ma sicuramente ben narrate le vicende che in un paio di giorni portano il protagonista a compiere il suo destino.

Il passaggio dalla prima alla terza persona è di difficile gestione e fa perdere alla trama un po’ di scorrevolezza, ma le fa guadagnare tridimensionalità, concedendo diversi punti di vista al lettore.

Anche il passaggio dal presente al passato (intesi come tempi verbali) è di difficile gestione, ma una volta limato e smussato, può arrivare anche alla quinta stellina.

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Se l’avvio in qualche modo poteva ricordarmi il famoso film “The Mask” con Jim Carrey, e successivamente alcune scene oniriche del protagonista mi facevano venire in mente il film “Stargate” del 1994, devo dire che lo svolgersi della trama, e la costruzione del personaggio principale, sono stati una interessante scoperta.

Innanzi tutto Silio: l’anti-eroe per eccellenza, una figura di tutto rispetto! Niente di belloccio, tartarugato, giovane, forte, onnipotente, onnisciente, superdotato, ma un uomo medio (o mediocre) che ha fatto del comunismo la sua fede e del cinismo la sua passione (tradita puntualmente con altre sue passioni irrinunciabili come l’alcool ed il cibo). Antipatico e irritante fin dalle prime pagine (e non tradisce questa sensazione fino all’ultima pagina!), il suo personaggio però è straordinariamente descritto, e fortemente realistico. E attorno a lui si muove tutto un piccolo mondo di personaggi secondari e di comparse, comunque ben incastrati nel contesto della trama.

L’autore ha creato un bell’intreccio di eventi, colpi di scena e suspense, dedicando la giusta attenzione ai particolari e rendendo fin troppo realistico e verosimile tutto ciò che pagina dopo pagina accade. Perde qualcosa sul finale, con l’entrata in scena del famoso Pazuzu, la cui figura tanto attesa per tutto il libro, stride fortemente con il cinico e disincantato realismo del protagonista…

Lo stile è preciso, netto, chiaro… come un abito cucito su misura sulle abbondanti spalle di Silio.

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Obbligatoria una premessa: non sono un'appassionata lettrice di questo genere letterario, ma sicuramente il fatto che si tratti di brevi racconti ne rende più agevole la lettura anche a chi, come me, solitamente non sceglie di leggere fantasy. 

Naturalmente, come in ogni raccolta di racconti è difficile dare un giudizio univoco a tutte le storie contenute nel libro: alcuni racconti li ho trovati più "brillanti" di altri, qualche storia mi è rimasta impressa, altre meno, ma nel complesso l'ebook si fa leggere e le storie sono avvincenti, originali e per quanto possa essere considerato "realistico" il fantasy, sono anche verosimili.

Interessante la visione della donna che l'autore lascia trasparire nei suoi racconti: sebbene non sia mai la protagonista principale, ma una co-protagonista, o l'antagonista, l'essere femminile ha comunque un ruolo di spicco, una personalità forte, indipendente, dominatrice, intellettualmente e anche sessualmente (giacché le "energie della galassia" passano anche attraverso l'aspetto erotico delle vicende, che l'autore descrive in modo elegante e leggero).

Nel rapporto con il protagonista la donna non ha mai un ruolo paritario né si sognerebbe mai di essere lasciata sullo sfondo come una "comparsa", ma prende in mano le redini (o il frustino?) della storia, e incarna in pieno fantasie erotiche di dominazione femminile su un uomo meno lucido, più debole e confuso, ma comunque disposto e disponibile ad assecondarne le fantasie e a farsi guidare.

Il dualismo è notevole e sapientemente dosato: racconto dopo racconto i personaggi maschile e femminile cercano di rubarsi la scena a vicenda, in un susseguirsi di avventure e colpi di scena, pur mantenendo la narrazione nel complesso equilibrata e trasmettendo al lettore lo scambio energetico in atto tra i personaggi. 

... d'altronde, "mondi inesplorati", "universi opposti" e "dimensioni parallele", sono immagini che possono ben applicarsi al fantascientifico contatto tra mondi e universi intergalattici, ma anche all'erotica scintilla che domina i rapporti tra uomini e donne, tra maschi e femmine, intesi come universi sconosciuti, che vengono a contatto, che si adattano, si fondono, trovano equilibri di convivenza non sempre paritari...

lo stile è chiaro, senza eccessivi "fronzoli" stilistici (che mal si adatterebbero a questo genere letterario), ma scorrevole. 

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Immaginate un film in bianco e nero, ambientato negli anni '40, tra le fumose e umide atmosfere autunnali di una metropoli americana qualsiasi, personaggi perfetti nelle loro espressività e nella gestualità, voci profonde e calde, e soprattutto calda e vibrante la voce del narratore fuori campo, che durante la lettura immaginavo doppiato da Luca Ward.
Sì, lo so che è una storia ambientata ai giorni nostri ed in una qualsiasi normale città a colori, ma mentre lo leggevo, questo Katriona, lo immaginavo un po' retro, un po' vintage nelle sue ambientazioni...
Forse i personaggi e la trama non sono proprio originalissimi, ma in quest'Otello noir del secondo millennio, sono i sentimenti i veri protagonisti, che si esprimono nella loro maggiore intensità quasi esasperati nei giochi di potere tra un cuore e l'altro, mettendo in ombra anche i personaggi e le scenografie.
E noi lettori, li viviamo tutti insieme a Katriona, a Léon, a Betty, al poliziotto: l'odio, l'amore, la gelosia, la sete di vendetta, il rancore, la bruciante passione, l'ansia di perdono, tra le poetiche evoluzioni stilistiche dell'autrice che ce li descrive con disarmante precisione ed attenzione impeccabile ad ogni sfumatura.
Ottima capacità di mantenere fluido e scorrevole fino alla fine il difficile lavoro stilistico affrontato in quest'opera, e anche nel destreggiarsi con abilità nei passaggi dalla prima alla terza persona, durante la narrazione, che è un lavoro tutt'altro che facile!
Si vede che l'autrice SA scrivere, e sa scrivere BENE!

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