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... non riuscivo a trovare gradevole questo libro, sin dalle prime pagine, eppure non riuscivo ad abbandonarlo, poi, quando sono arrivata alla fine ho pensato che non era bello, certo, ma tutto sommato non era poi così brutto come mi era parso all'inizio!   Il mio primo commento a caldo, appena chiuso il libro è stato: “devo ammettere che nonostante tutto, in quelle sessanta pagine di follia, due o tre concetti salvabili, ci sono!!!”  tutto sommato, in definitiva, aveva un po' di logica nella pazzia!   Consiglio a chiunque voglia intraprendere questa lettura di leggere prima qualcosa di Valerie Solanas, (da Santa Wikipedia, Protettrice degli Ignoranti) per poterne inquadrare in qualche modo le ossessioni estremiste ed omofobiche che pubblicizzano in questo manifesto l’idea folle ed utopica di una società senza maschi, dominata e vissuta da donne che quasi definirei “cazzute” se non fosse che la Solanas afferma, tra le altre cose, che non è la femmina ad avere l’invidia del pene, ma il maschio a soffrire dell’invidia della vagina!   E per tale ragione – dal momento che le donne sono esseri perfetti e superiori – gli uomini tenderebbero a voler diventare femmine, e convincerebbero le femmine di essere inferiori, condizionandole sin da piccole (e l’autrice in questo non risparmia neanche “L’arte di amare” di E. Fromm nella sua descrizione dell'amore genitoriale - del padre, nello specifico - verso le figlie femmine) ad essere dei “maschi” (cioè inferiori, deboli, sempre alla ricerca di approvazione paterna, sempre relegate a ruoli subordinati e di secondo piano).   Il manifesto poi continua parlando (male) di questi maschi in tutti gli aspetti della vita e della società civile e finisce con l’ipotesi di un mondo (utopico) di sole donne che non hanno bisogno degli uomini perché i figli (anzi, le figlie) le concepiscono in provetta, che non hanno bisogno di lavorare perché le attività saranno completamente automatizzate.   Naturalmente, se fino a metà libro o poco oltre, si ritrova un po' di lucida logica, soprattutto nell'evidenziare quanto in effetti una tradizione sessista e maschilista abbia creato falsi (spesso ipocriti) luoghi comuni nei confronti delle donne, la parte finale in cui si descrive l'ipotetica e sognata società delle donne senza uomini è pura folle utopia! 

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