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"Una lettura ben fatta salva da tutto, compreso da sé stessi."

... a tutti i lettori è capitato prima o poi di essere attratti come calamite da un libro, in una libreria o in un supermercato o su una bancarella. Non si sa perché ma quel libro ci attrae e pensiamo che "dobbiamo" assolutamente comprarlo.

questo mi era capitato tra le mani prima alla Feltrinelli di Napoli. girato tra le mani, indecisa se prenderlo o no, ma la valigia era già pesante, e poi mi sento sempre in colpa perché spendo sempre troppo per libri che si accumulano e non riesco mai a leggerli allo stesso ritmo di come li compro.
Ma quando mi è ricapitato sotto gli occhi di nuovo alla Feltrinelli di Bari, beh, ho detto "è proprio lui che vuol essere comprato!" e così è stato.

e non me ne sono pentita! Dovrebbero leggerlo tutti i lettori, e tutti i genitori-lettori. Dovrebbero leggerlo anche i non-lettori... in pratica dovrebbero leggerlo tutti!
la lettura, il libro, le parole, questo mezzo straordinario che ci accompagna da millenni, dai tempi in cui scrivevamo su foglie o pelli o pietre, sviscerati, analizzati, descritti, con tale semplicità, tale amore, tale apertura al mondo, che mai avrei immaginato di trovare!

Pennac è straordinario nel raccontare l'universo della lettura, la magia delle pagine e delle parole, il magnetismo che trasporta l'immaginazione, la sensazione di euforia, o di tristezza, di sconfitta, o di proibito che si accompagnano al semplicissimo atto di prendere ed aprire un libro, uno qualsiasi tra le mani.

straordinario. semplice, umile e straordinario.

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un po' come aNobii...

una passeggiata tra i libri che Fruttero ha più amato (forse non tutti), in poche righe per ognuno si entra in volumi letti anni fa, che si vorrebbero leggere per la prima volta, o rileggere, famosi o che non si conoscono e magari ci si fa un pensierino: un po' come quando si visita la libreria di un utente su aNobii e si scopre che ha letto topolino e manga insieme a gialli, bestsellers e filosofia...

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il giudizio più che positivo non è per il libro in sé, anche perché si tratta di un libretto che si fa leggere in cinque minuti, con poche dolci romantiche frasi, con dei disegni carini...  un libretto adatto più a due fidanzatini adolescenti, che a due persone mature, ma riceverlo in regalo in una cittadina romantica ed assolata come sorrento, nel primo week-end trascorso insieme, e leggerlo insieme dicendo "è vero! è vero!" ad ogni frase, appena usciti dalla libreria, beh, tutto questo lo rende il più romantico dei libri e gli fa guadagnare le cinque stelline di anobii... e i cinque cuoricini per me...

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A distanza di poco tempo, ahimè, mi sono fatalmente resa conto che il libro è sparito, sicuramente preso, sottratto, rubato. Non aggiungo nulla a riguardo, perché se lo facessi non basterebbe tutto lo spazio web concessomi dal gestore del sito..

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ammetto che se mi fossi trovata da sola in libreria davanti ad un libro del genere non lo avrei neanche degnato di una sfogliata veloce e distratta, perché ho sempre accuratamente scansato i manuali che promettono di cambiare la vita, di far diventare bravi, dei geni in qualcosa, qualsiasi cosa, ecc... insomma, non è il mio "genere" di lettura ma mi è stato vivamente consigliato da un amico dell'autore, e se non avessi avuto fiducia in chi me l'ha consigliato, avrei potuto pensare che si trattasse di un consiglio interessato, ma dal momento che so che il consiglio era disinteressato, alla fine la settimana scorsa l'ho comprato e l'ho letto per primo, rispetto a tutti i libri acquistati quel giorno.   Ho seguito il consiglio dell'autore: matita alla mano, ho sottolineato frasi e concetti, ho disegnato freccette a bordo pagina per indicare gli aforismi che ho trovato più significativi (così da ritrovarli velocemente per inserirli sul mio sito... magari, se all'autore non dispiacerà, potrei inserire anche alcune sue frasi - ovviamente citandolo!), un paio di brevi note a margine... avrei dovuto prendere ed usare anche blocco e penna per scrivere appunti, segnare, elencare, annotare, come consiglia l'autore, ma dal momento che mi sono ripromessa di rileggerlo per approfondire meglio alcuni punti, la prossima volta che lo aprirò, mi armerò di tutto il necessario.   sinceramente ci sono diverse cose che non ho capito:  1) innanzi tutto il titolo (che rispecchia all'interno la suddivisione in nove capitoli che rispondessero appunto alle nove domande che dovrebbero cambiare la mia vita), lo trovo banale, per nulla accattivante, non incuriosisce né spinge ad acquistare e leggere il libro (ripeto: io l'avrei snobbato!)   2) in secondo luogo l'albicocca. L'autore lo spiega in un paio di occasioni, l'albicocca sarebbe anche il simbolo della sua attività, ma dev'essere sicuramente un mio limite, perché io questo nesso tra l'albicocca ed il significato che lui vuole darle, non riesco proprio a vederlo!   3) e poi queste benedette nove domande! insomma: se avesse dato titoli "normali" ai capitoli, senza porre domande - in alcuni casi inutili perché poco rispondenti al contenuto, in altri casi "assurde" (come quella delle spalle dei giganti...) - forse non si sarebbe affatto notata l'assenza del punto interrogativo! io non l'avrei notata! Durante la lettura facevo forza su me stessa per leggere almeno un paio di volte la domanda-titolo, prima di iniziare il capitolo successivo, altrimenti avrei iniziato la lettura senza sapere a cosa l'autore intendeva rispondere!   4) la ripetitività: ho avuto l'impressione di leggere e rileggere in tutte le 182 pagine, sempre gli stessi concetti. descritti, ampliati, chiariti, esemplificati, approfonditi ogni volta in maniera diversa e interessante, ma pur sempre "gli stessi concetti"! E dopo un po', rileggere sempre più o meno le stesse cose, arriva a noia... mi deconcentro, cala l'attenzione, rischio di saltare a piè pari alcuni pezzi, oppure di doverli rileggere un paio di volte per non perdere il filo...   5) il prezzo: capisco benissimo quanto sia costoso pubblicare un libro e quanto poco guadagno un autore ne riceva... però 22,00 euro mi paiono davvero eccessivi per questo libro (e anche per altri libri dello stesso genere...), ma anche questa, come le precedenti, è solo la mia opinione personale!   Avrei messo tre stelline e mezza, dicevo prima, ma ho arrotondato a quattro (e non per difetto a tre) per il contenuto: interessante, utile (oltre che da rileggere ed approfondire, come dicevo all'inizio); per lo stile: chiaro, scorrevole, simpatico, ricco di esempi; ed infine per un mio personalissimo rispecchiare alcuni aspetti e diverse esperienze della mia vita, in molte delle situazioni descritte dall'autore... e chi mi ha consigliato il libro, probabilmente tutto questo lo sapeva... ;-) 

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... non riuscivo a trovare gradevole questo libro, sin dalle prime pagine, eppure non riuscivo ad abbandonarlo, poi, quando sono arrivata alla fine ho pensato che non era bello, certo, ma tutto sommato non era poi così brutto come mi era parso all'inizio!   Il mio primo commento a caldo, appena chiuso il libro è stato: “devo ammettere che nonostante tutto, in quelle sessanta pagine di follia, due o tre concetti salvabili, ci sono!!!”  tutto sommato, in definitiva, aveva un po' di logica nella pazzia!   Consiglio a chiunque voglia intraprendere questa lettura di leggere prima qualcosa di Valerie Solanas, (da Santa Wikipedia, Protettrice degli Ignoranti) per poterne inquadrare in qualche modo le ossessioni estremiste ed omofobiche che pubblicizzano in questo manifesto l’idea folle ed utopica di una società senza maschi, dominata e vissuta da donne che quasi definirei “cazzute” se non fosse che la Solanas afferma, tra le altre cose, che non è la femmina ad avere l’invidia del pene, ma il maschio a soffrire dell’invidia della vagina!   E per tale ragione – dal momento che le donne sono esseri perfetti e superiori – gli uomini tenderebbero a voler diventare femmine, e convincerebbero le femmine di essere inferiori, condizionandole sin da piccole (e l’autrice in questo non risparmia neanche “L’arte di amare” di E. Fromm nella sua descrizione dell'amore genitoriale - del padre, nello specifico - verso le figlie femmine) ad essere dei “maschi” (cioè inferiori, deboli, sempre alla ricerca di approvazione paterna, sempre relegate a ruoli subordinati e di secondo piano).   Il manifesto poi continua parlando (male) di questi maschi in tutti gli aspetti della vita e della società civile e finisce con l’ipotesi di un mondo (utopico) di sole donne che non hanno bisogno degli uomini perché i figli (anzi, le figlie) le concepiscono in provetta, che non hanno bisogno di lavorare perché le attività saranno completamente automatizzate.   Naturalmente, se fino a metà libro o poco oltre, si ritrova un po' di lucida logica, soprattutto nell'evidenziare quanto in effetti una tradizione sessista e maschilista abbia creato falsi (spesso ipocriti) luoghi comuni nei confronti delle donne, la parte finale in cui si descrive l'ipotetica e sognata società delle donne senza uomini è pura folle utopia! 

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