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se leggiamo Anna Karenina, ogni pagina, per quanto sulle prime sembrino un numero spropositato, tale da convincere a desistere almeno la metà delle persone che prendono in mano il volume, ebbene, per quanto sia un bel "mattoncino", ogni pagina ha motivo di esistere in quell'opera, e si fa leggere con interesse.

questo diario sui generis invece sarebbe stato molto più godibile se snellito di un buon centinaio (esagero?) di pagine. è un libro molto particolare, che descrive i cambiamenti di un corpo - quello del protagonista, curioso di scoprire il proprio corpo al di là delle tavole anatomiche asessuate dei libri di biologia, e un po' ipocondriaco che non fa mai male - dall'infanzia alla vecchiaia, e descrive come il corpo cambi con la sua vita, e come la sua vita cambi con il proprio corpo.

sufficiente ironia, discreto realismo nel descrivere ogni cambiamento anatomico e ormonale, uno stile come quello di pennac, sempre chiaro, leggibile, interessante.

un po' troppo lungo, e non tanto per la longevità del protagonista, quanto per una questione di pagine che se eliminate non avrebbero tolto nulla all'opera in sé, e anzi, l'avrebbero resa più snella agli occhi del lettore.

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