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avevo preso questo libro in prestito dalla biblioteca della scuola, avevo 16 anni, e lo leggevo sul pullman andando e tornando da scuola. fu proprio mentre leggevo questo libro che il ragazzo che poi sarebbe diventato mio marito (ehm... il mio "primo" marito) si avvicinò a me e ci conoscemmo:  mi chiese "cosa leggi?"  gli risposi "il potere della spada"  e lui "ah, capito"  e io, alzando gli occhi dal libro e guardandolo con un sorriso un po' sornione "no, non hai capito: non ci sono né cavalieri né dame, parla del sudafrica, della savana, dell'apartheid..."   per la verità anch'io, quando lo avevo scelto dalla biblioteca, ero convinta si trattasse di una storia di cavalieri e di armi, di castelli e di dame da salvare, un po' come "le nebbie di avalon", eppure, nonostante sin dalle prime pagine avessi capito che l'argomento era completamente diverso, wilbur smith mi aveva praticamente conquistata!   l'autore ha un'invidiabile capacità descrittiva: potrebbe rapire il lettore anche solo scrivendo la lista della spesa, ed io che non avevo mai letto dell'africa, prima di allora (beh, avevo visto dei documentari, ma non erano sufficienti!), in questo - come negli altri suoi libri che successivamente ho letto - rivedevo nelle sue parole la savana, i leoni, ma anche le miniere di diamanti e la segregazione razziale, e naturalmente l'amore... che per una ragazza-lettrice non guasta mai!   se si eliminassero le lunghissime e dettagliatissime descrizioni (in alcuni momenti possono forse sembrare "esagerate", ma quelle piccole esagerazioni ci stanno anche bene, rendono maggiormente l'idea del luogo e della situazione) forse questo, come gli altri suoi libri, si alleggerirebbero di qualche centinaio di pagine... ma la caratteristica principale di wilbur smith, secondo me, sono proprio queste descrizioni, capaci di immergere completamente il lettore a vivere le emozioni che legge.   quando decisi che il sogno che volevo custodire nel mio cassetto era diventare una scrittrice... pensavo a lui come "modello" di riferimento, pensavo che avrei voluto imparare ad usare le parole come sapeva usarle lui, per emozionare.   inutile aggiungere poi che durante i sette anni e mezzo di fidanzamento ho ricevuto in regalo dal mio (ex) marito, all'epoca - appunto - fidanzato, buona parte della bibliografia di wilbur smith! :-)

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