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Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono ottantotto, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono ottantotto. Tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere."

emozionante, struggente... in sessanta pagine appena, tutta una vita, la vita straordinaria di un uomo nato e cresciuto su una nave, senza mai scendere, un uomo che da solo dava il mondo intero al suo pianoforte, l'infinito al "finito", che aveva imparato a suonarlo chissà quando, chissà come da bambino, e che suonava note che nessuno conosceva, pensando e ricordando luoghi in cui non era mai stato...   chi ha visto il film "La leggenda del pianista sull'oceano" (di Giuseppe Tornatore, 1998), http://it.wikipedia.org/wiki/La_leggenda_del_pianista_s… (da Santa Wikipedia Protettrice degli Ignoranti) ritroverà le emozioni di ogni parola, di ogni riga, di ogni pagina di questo monologo (che si legge in meno di un'ora!), nelle quasi tre ore di film; chi invece non lo ha visto... se ha amato questo libro, farebbe bene a vederlo! :-)  

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