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Ricordo tempo fa che sulla pagina Facebook ufficiale dedicata ai fans di De Giovanni, si chiedeva, una sorta di sondaggio, quale tra i libri delle stagioni del commissario Ricciardi fosse stato il preferito dai lettori e fans. La maggior parte aveva risposto votando "il giorno dei morti" con la sua straziante storia di un bambino tolto alla vita con atroce freddezza proprio dalla persona di cui si fidava di più. (spero che mi venga perdonato lo spoiler!) 
Io non votai quel libro, proprio perché da madre mi ero sentita troppo coinvolta nei sentimenti, nel mio "punto debole". Scelsi invece il primo che avevo letto. Forse era questo ciò di cui dovevo tener conto quando votai: qual era il libro sul commissario Ricciardi che mi aveva più coinvolta, fino a farmi sentire i crampi allo stomaco? Quale, mi aveva commossa fino alle lacrime? Proprio "il giorno dei morti".

Se il sondaggio fosse "mirato" solo De Giovanni può dirlo. Intanto io, che non vedevo l'ora di leggere questa storia pur sapendo che era ambientata in un contesto completamente diverso, ho comunque preferito evitare di leggere le altre recensioni e gli altri commenti, e quindi sapevo solo che il protagonista era un altro, e che era anche ambientato in tempi recenti.

2012 e non il 1931. L'ispettore Lojacono e non il commissario Ricciardi. Personaggi e figure di "contorno" forse meno delineati. Un omicida seriale, non un delitto unico sul quale indagare.

Il coccodrillo. Che uccide i figli unici di genitori soli (una ragazza madre, una divorziata, un padre vedovo): tre omicidi apparentemente senza legame ed un assassino a sangue freddo che se ne va indisturbato ed invisibile per le strade di una frenetica metropoli dove la vita è racchiusa ai soli ambienti familiari in cui si vive: il condominio, la scuola o il posto di lavoro...

Strazianti le descrizioni. Ti si contorce lo stomaco a leggere non della morte, ma del dolore che ad essa sopravvive, in un genitore che non ha altro scopo nella vita che il sorriso, la voce, lo sguardo del proprio unico figlio, in chi - ed è ancor più crudele, in questo, il metodo del coccodrillo - non ha altro amore intorno, conforto, condivisione, comprensione intima e totale. 
Allora leggi e ti immedesimi. E cerchi di esorcizzare la paura che un giorno possa capitare anche a te, madre separata, non più giovanissima, di un figlio unico che è arrivato come un miracolo dopo anni di speranze e delusioni. Lo divori, e pensi come diamine avrà fatto de Giovanni a tratteggiare così bene sentimenti così forti, crudi, reali, intensi. 
È stato bravo. Bravissimo.

Ma questo è sicuramente uno di quei libri che non rileggerò mai più. Uno di quelli che scavano nel buio della propria anima, aprendo il vaso di Pandora che racchiude le più ancestrali paure ed angosce.

Sono curiosa però di sapere se anche Lojacono come Ricciardi, avrà altre storie ed altre indagini!

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