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Il secondo volume di questa Millennium Trilogy altro non è che un libro completamente nuovo, con una storia diversa, che ha protagonisti diversi rispetto al libro precedente (Uomini che odiano le donne).   La stessa Lisbeth Salander, coprotagonista del primo insieme al giornalista Mikael, protagonista unica di questo libro, è una persona completamente diversa: si è rifatta le tette, si è tolta uno dei tatuaggi ed un paio di piercing, si è comportata in maniera più “umana” in molte occasioni… eppure resta sempre quella specie di super-eroe in miniatura che Larsson aveva descritto nel primo libro: una donnina di 40 kg per 155 cm che riesce ad avere fisicamente la meglio su due energumeni in motocicletta, che riesce a sfuggire alle indagini che su quattro fronti, per i motivi più disparati, vengono condotte per scovarla (la cerca la polizia, Mikael – che in questo libro è un personaggio secondario – ma anche il suo ex datore di lavoro e pure i “cattivi”!), che entra ed esce dai computer di mezza Svezia come se niente fosse, che ha risorse economiche illimitate, e che passa il tempo risolvendo enigmi e teoremi matematici.  D’altronde non era stato sicuramente facile per Larsson creare un personaggio così particolare, incapace di esprimere alcun sentimento (e che anzi, ne sembrasse immune), eccezion fatta per l’odio, ed ancor più difficile era proseguire nella storia continuando a considerarla così “inumana”, perciò ecco che alla forza da wonder woman ed alle capacità da Einstein che Lisbeth ha di default, si aggiungono anche i sentimenti…   Se il primo libro ci aveva lasciati con tanti interrogativi sul vissuto della protagonista, quelle domande trovano risposte in queste 657 pagine (questo è il numero, nell’edizione acquistata in edicola che ho io). Di queste 657 pagine, le prime 450-500 circa avrei potuto saltarle: la narrazione si trascina lentamente snocciolando noiosi dati sulle indagini – qui emerge lo spirito giornalistico che è in Larsson, la sua tendenza a documentare minuziosamente ogni momento, ogni attività – fino al punto in cui gli eventi si susseguono così velocemente, da rischiare di perderne il filo. D’altronde Larsson, contrariamente al primo libro, in cui aveva strutturato la storia come una “camera chiusa”, ha inserito, in questo secondo volume della trilogia, così tanti personaggi, tra buoni e cattivi, tra protagonisti secondari e comparse, che ci si potrebbe confondere, o si potrebbe dimenticare chi è chi…   Nonostante l’azione, il thriller e la suspense si concentrino in maniera particolare nelle ultime 150-200 pagine, lo scioglimento della trama – e delle indagini – si svolge in maniera così forzata e surreale da apparire più fantascientifica che realistica, e nella parte di Lisbeth Salander si potrebbe tranquillamente immaginare un Arnold Schwarzenegger in gonnella…   Ulteriore nota (che però riguarda anche il volume precedente, Uomini che odiano le donne) è la “pubblicità occulta": nel precedente libro infatti in un punto, si descriveva l’acquisto del nuovo pc della protagonista, con caratteristiche tecniche da “volantino”, in un'altra parte della narrazione, Mikael svuota il suo borsone ed il contenuto viene ampiamente descritto in base alle marche e ai logo degli articoli che tira fuori… (ma non sono gli unici esempi).  In questo libro altrettanto, giusto per fare un esempio: la descrizione del nuovo arredamento Ikea di Lisbeth Salander è minuziosa come solo il catalogo potrebbe farla, e viene ribadito in diverse occasioni (ogni qualvolta si entra in casa di Lisbeth, in pratica) che ha comprato tutto all’Ikea! Ho trovato questo stillicidio di loghi, marchi, nomi, tipi, etichette, così pesante che mi aspettavo da qualche parte di trovarci la nota a piè di pagina “messaggio promozionale”… ma non c’era…   Se il mio ritmo di lettura è stato più lento rispetto a Uomini che odiano le donne non è stato solo per la lentezza degli avvenimenti descritti nelle prime 450-500 pagine, ma anche perché finalmente ho iniziato la fisioterapia che adesso, da un paio di settimane (per coincidenza proprio da quando ho iniziato La ragazza che giocava con il fuoco), assorbe la maggior parte del tempo che prima dedicavo alla lettura!   Buon per il mio ginocchio e per il mio ritorno ad una vita “normale”… adesso staremo a vedere quanto ci metterò a leggere il terzo volume della trilogia!  

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