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Camilleri-Montalbano si conferma come al solito una lettura veloce, leggera, scorrevole, avvincente... al punto che oggi, quando mi sono portata questo libro al mare (così come mi è accaduto l'estate scorsa quando ero in vacanza in Sardegna, e ogni giorno, sotto l'ombrellone leggevo un nuovo libro di Camilleri-Montalbano proprio come mio marito si portava un giornale od una rivista nuova), mi sembrava di leggere troppo lentamente rispetto al susseguirsi degli avvenimenti e delle situazioni...  L'ambiente è il solito, familiare, così come i personaggi, che naturalmente nella fantasia hanno già le sembianze e fattezze degli attori della serie TV... sarà per questo che Camilleri non li descrive? unica nota di differenza: Montalbano - ma si sapeva già - nel libro ha i baffi, e fuma, nella serie TV, interpretato dall'affascinante Luca Zingaretti, no!  ... ma forse, quei pochi libri e racconti di Camilleri-Montalbano che ho letto, e la serie TV mi hanno ormai assuefatta alle trame, ed alle vicende di Vigata, forse non ci si può aspettare che ogni prossimo libro sia brillante più dei precedenti, e bisogna aspettarsi ogni tanto una storia che sia più "giù di tono", meno vivace... tanto che appena l'assassino è entrato in scena, ho capito che era lui... ancor prima che commettesse l'omicidio! e a tal proposito direi "meno male che l'omicidio c'è stato! se Montalbano fosse riuscito a salvare la vittima, allora sarebbe stato meno 'credibile' di quel che proponeva!"   sta di fatto che ahimé, nonostante Camilleri sia "un nome, una garanzia", questa volta non sono riuscita a sentire "La caccia al tesoro" all'altezza delle altre avventure di Montalbano... sarà stato anche per il "soggetto", forse? ormai la caccia al tesoro, la sfida aperta personale tra il cattivo ed il buono con vite umane in gioco, per scoprire chi è più intelligente, furbo, sagace, è un filone fin troppo usato e sfruttato!   a proposito: continuo ancora a chiedermi "Ma Livia... perché Camilleri si ostina a volerla inserire nella trama?!?" mah...  

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