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Lo dico subito: è il più bello! Il che per de Giovanni potrebbe rappresentare non solo motivo di orgoglio ma anche grande responsabilità! Saprà superarsi, o almeno eguagliarsi?

Ammetto che avevo il libro tra le mani già da più di un mese e non osavo aprirlo. Avevo il timore che dopo aver letto le storie precedenti del commissario Ricciardi (siamo già a sette!), questa potesse annoiarmi o deludermi.

Poi l'ho aperto. Tutto il libro è "volato" in appena una settimana. Le ultime trecento pagine in un'afosa ed insonne notte di fine estate, con l'incessante frinire delle cicale a farmi da sottofondo e compagnia.

Il giallo è stato ben costruito e sono arrivata a sospettare del colpevole proprio insieme al commissario Ricciardi. Come un personaggio in ombra l'ho seguito nell'afa dell'estate napoletana in giro per la città (e all'epoca non c'era nemmeno la metropolitana ad alleviare la fatica e la calura!) in cerca del più piccolo spiraglio di verità. L'ho accompagnato come solo de Giovanni permette ai suoi lettori, tra le strade deserte coi basalti disconnessi. Ho vissuto le sue pene e i suoi pensieri. Ho ragionato e dubitato e ascoltato insieme a lui le voci dei vivi e quelle dei morti.

Avrei voluto prendere a schiaffi Maione, che se lo meritava proprio, ed ho immaginato Bambinella come una specie di Conchita Wurst ed ho sorriso scoprendo con quanta tenerezza e con quanta ironia, scopre e nasconde l'affetto protettivo che prova nei suoi confronti; ho provato il dolore e l'amore, l'affetto, la sorpresa, il rimpianto, il rimorso, la gelosia, la preoccupazione, la determinazione, il disappunto, l'amarezza, che tutti i personaggi mi hanno raccontato pagina dopo pagina. Ho ritrovato vecchie conoscenze ed ho conosciuto universi nuovi di storie, vite e sentimenti. Li ho vissuti tutti sulla mia pelle, negli occhi stanchi e velati di lacrime e in fondo al mio cuore.

Due parole sull'edizione: il prezzo dei libri cartacei purtroppo sta rendendo il piacere della lettura un vero e proprio lusso che molti non possono più permettersi come vorrebbero. 
Il prezzo di 19,50€ a parer mio potrebbe essere giustificato da copertina rigida con sovraccoperta e fascetta, da carta più "pesante" e soprattutto da una cura maggiore nella stampa: qui invece per quasi venti euro ci troviamo di fronte ad un libro con copertina in cartoncino leggero con falde interne, carta di medio spessore, e ahimè - soprattutto - superficialità nella cura del contenuto che è stampato come ci si potrebbe aspettare da una casa editrice di "quartiere" (e anzi, ho trovato edizioni minori ben più precise) anziché di "prestigio" quale Einaudi dovrebbe essere. 
Gli accenti, santiddio! Ce ne fosse uno azzeccato! Gravi al posto degli acuti e viceversa... Ora, sappiamo bene che l'uso di un accento grave o acuto nella lingua italiana non riveste la stessa importanza che per altre lingue latine come il francese, ma se nemmeno i nostri editori dedicano più cura ed attenzione a questi importanti particolari della nostra lingua, dando per scontato che il lettore legge indifferentemente "più" oppure "piú" (tanto per fare un esempio) tra pochi anni ci troveremo di fronte a libri scritti come gli sms, con tanto di x e k e frasi che sembrano codici fiscali!

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