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Parliamo di un giallo che in realtà giallo non è, dal momento che tutta la trama si snoda in base ai ricordi dell'imputato. 
Niente di eccezionale se prendiamo la trama in sé, tout-court, qualcosa che ai più potrebbe sembrare già letto o già visto: abbiamo l'imputato, i suoi interrogatori, i suoi colloqui col magistrato, con lo psichiatra, la ricostruzione dei fatti sull'onda emotiva dei suoi ricordi... 
Ma Simenon è stato magistrale nel condurre il gioco, ha incastrato le dichiarazioni, i fatti, gli episodi con abilità, creando la giusta suspense, mantenendo vivo l'interesse del lettore fino all'ultima pagina, fino al verdetto (nient'affatto scontato!) 
Ha permesso che mi affezionassi alle vittime, e che per parte della storia mi lasciassi trasportare dall'emozione verso un'accorata difesa dell'imputato, considerandolo vittima del sistema giudiziario, e anche di una serie sfortunata di coincidenze... Ma prendendo il dovuto distacco, ci si rende facilmente conto che Simenon ha lasciato la narrazione del presunto alibi dell'imputato, per le circostanze dell'omicidio alla sola dichiarazione dell'accusato stesso, senza intervenire in modo particolare in terza persona a chiarire come si sia svolta la faccenda...

... E dunque... Siamo proprio sicuri che sia innocente? E se invece la ricostruzione dell'accusa fosse corretta?

Poche parole per lo stile: elegante e discreto, mai volgare anche nelle scene in cui sarebbe facile cadervi. Se dovessi descriverlo con una sola parola direi "introspettivo": l'analisi di ogni pensiero del protagonista è accurata e precisa, le risposte agli interrogativi così come le divagazioni che la sua mente si concede, e la lucidità con cui rivive ogni ricordo dei mesi precedenti, sono realistiche e ben strutturate all'interno della narrazione, sebbene - soprattutto nella prima parte - a volte possa capitare di "distrarsi" e non accorgersi che il protagonista ha smesso di dialogare col suo interlocutore e stia ricordando episodi, od analizzando proprie considerazioni. Proseguendo con la lettura ci si abitua tranquillamente a queste divagazioni...

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