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su anobii  gli avrei messo quattro stelline...
... secondo me le quattro stelline poteva anche meritarsele, dal momento che mi ha presa e coinvolta sin dalle prime pagine e l'ho letto fino alla fine in una sola giornata, condividendo le ansie e preoccupazioni per Fazio, e cercando di capire insieme a Montalbano chi potesse avergli fatto del male!
Chi vuole leggere le avventure di Montalbano naturalmente deve dimenticare Grissom, Horatio Caine, Mac Taylor dei vari C.S.I. ed anche l'N.C.I.S. e tutte le altre serie tv (sembra che ne creino una nuova ogni giorno!) su omicidi, indagini scientifiche, medici legali, analisi le più sofisticate e precise dai risultati quasi immediati... qui si va d'intuito! intuito, misto ad una buona dose di conoscenza dell'animo umano, insieme ad un po' di furbizia e di bluff che ogni tanto non guastano mai anche se talvolta a rischio c'è la carriera, o addirittura la vita, se il bluff venisse scoperto... 
Le regole ci sono, per essere seguite certo... ma Salvo Montalbano le segue a modo proprio, mettendo le persone (con la loro dignità, e la loro vita, naturalmente) sopra le regole stesse, e riesce comunque ad uscirne sempre straordinario e brillante!
Ma la quarta stellina non gliel'ho messa per due semplici motivi, che adesso vado ad esporre.
il primo necessita una premessa: ho conosciuto il Montalbano di Camilleri (perché quello della serie tv già lo conoscevo ed apprezzavo) con un libro "Un mese con Montalbano"  prestatomi da mia zia e poi non appena restituitole, prontamente acquistato. 
Sarà stato per lo stile breve dei racconti, ma mi era parso che il mescolare l'italiano al siciliano fosse sapientemente dosato, senza sembrare troppo distaccato (se per esempio in dialetto fossero stati scritti solo i dialoghi) o troppo difficile da leggere per chi siciliano non è. Anche nel "La voce del violino"  anch'esso letto in un giorno solo, la giornata di ferragosto per la precisione (letto per la verità in formato e-book, ma conto di acquistarlo a breve in cartaceo) mi era parso che l'equilibrio italiano-siciliano, nell'esposizione fosse mantenuto...
eppure in questo libro - ed è questo il punto - seppur scorrevole e piacevole da leggere, (per lo meno per me che un po' in Sicilia ho vissuto) ho notato un forse eccessivo uso della lingua siciliana a scapito dell'italiano, che compare raramente, uso che in certi momenti è superfluo, e non è di aiuto al lettore a calarsi nella situazione, nei luoghi e negli ambienti... e che anzi, a chi non conosce la lingua forse può renderne difficile la comprensione! 
Quasi quasi immagino un veneto od un lombardo od un piemontese (di quelli che non siano emigrati dal sud, ovviamente!) alle prese con questi libri... credo che potrebbero trovarli ostici... se non addirittura decidere di abbandonarli dopo le prime pagine!
Il secondo punto è un'ormai eccessiva forzatura del legame tra Montalbano e Livia. Non è naturale che questi due non si vedano per ben tre mesi (nessuna coppia di fidanzati a distanza - a meno che non siano in due continenti diversi, potrebbe resistere ben tre mesi senza vedersi), e non è possibile che quando si rivedono finalmente all'aeroporto, la prima cosa che riescono a fare è litigare! Non posso credere che stiano insieme da tanti anni (la lettura - seppur in ordine cronologico "sparso" delle prossime avventure di Montalbano credo che mi darà conferma in merito) in questa situazione di "stallo" che non sa "né di carne né di pesce"! 
Sarà che a me Livia non sembra "realistica" neanche come personaggio, sarà che mi sono creata l'idea di un Montalbano che non è capace di vivere "legato", che ha bisogno di libertà di movimento, di azione, di pensiero, che ha i suoi ritmi, i suoi orari, i suoi tempi, i suoi modi, che poco e male si conciliano con l'idea di un rapporto di coppia, o con l'idea di "famiglia" ... 
... ecco, la presenza di Livia mi sembra proprio un'eccessiva forzatura nella vita e nelle avventure di Montalbano...

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