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mi è stato regalato perché era un doppione, 

l'ho subito letto, finito, piaciuto.

sì, lo so che è un giallo per ragazzi e ragazze di 12-15 anni circa, ma è scritto bene (peccato per gli errori di stampa), è scorrevole, leggero, e sarei curiosa di leggere anche gli altri volumi della serie (questo è il primo) "Sherlock, Lupin & io" scritti da un autore italiano sotto lo pseudonimo di Irene Adler che come gli amanti di Sherlock sanno è una figura particolarmente carismatica per il detective inglese.

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"Solo gli stupidi e gli innocenti non hanno un alibi" (cit. Giorgio Faletti)

e dunque, il giallo si intrica e si districa come in una matassa di scambi di scambi tra colpevoli e innocenti, che dimostrano anche che colpevolezza e innocenza, come torto e ragione, non sono mai nettamente separati.

Non è mai facile scrivere una recensione a Camilleri - Montalbano senza rischiare di ripetersi. Chi fosse l'assassino era abbastanza chiaro sin dall'inizio, com'è già capitato con altri suoi libri, ma questa volta il susseguirsi degli eventi mi ha tenuta con vivo interesse legata alle pagine, una dopo l'altra, così da riuscire a finirlo in poche ore, tra ieri ed oggi...

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Che si tratti del migliore de Giovanni, è fuor di dubbio.

Lo stile è impeccabile e i personaggi, sia i vecchi, sia i nuovi, sempre ben delineati, a volte con poche pennellate, in altri casi con descrizioni più dettagliate, che sembrano "di pancia" più che di penna, più emotivi nei gesti, più emozionali nel racconto delle loro vicende. Livia, per esempio, violenta ed istintiva come una fiera ferita, e Bianca, orgogliosa, controcorrente, caparbia e generosa, forse poco credibile nelle ultime pagine se non in veste quasi "materna". La nuova tata del commissario, che cerca di mantenere sangue freddo e razionalità, ma che si lascia trasportare dall'emotività del ricordo, della recente perdita, dal bisogno di avere ancora una guida. I soliti Maione e Bambinella invece sembrano messi in angolo, a mantenere il loro ruolo fermo e stabile come l'avevamo lasciato nel capitolo precedente.

Ma il personaggio che in questo romanzo - come nel precedente - avrei abbracciato con più trasporto è il padre di Enrica... una guida discreta e silenziosa, un complice paterno e lungimirante. Un uomo che non dimentica le proprie esperienze, ma ne fa tesoro (e vi assicuro che non è da tutti, anzi!), un uomo discreto e lungimirante, protettivo ed affettuoso a suo modo, un padre presente, che ha il dono di leggere nei cuori e che sa toccare le corde giuste.

E de Giovanni tocca le corde della paternità e della maternità con una sensibilità fuori dal comune. riesce ad intrappolare il lettore tra le sue pagine come pochi altri scrittori sanno fare ed è uno di quelli che vorresti conoscere personalmente, perché se dalla sua testa esce cotanta vita e cotante storie, allora forse vorresti farne parte anche tu, anche solo per qualche istante, come accade quando il libro si apre, e come per magia ti porta a quasi un secolo fa, in una città ben diversa, ma sempre uguale a quella che Napoli è oggi... 

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Mi era stato “vivamente” consigliato. E mi è piaciuto. Interessante lo studio della psicologia dei personaggi. Forse per descrivere i pensieri e le emozioni che si muovevano in ognuno di loro, al posto della Christie, avrei scritto un volumone barboso da 700 pagine, mentre lei con mano leggera ha delineato con precisione i tratti caratteristici di tutti i personaggi. Il giallo di per sé dunque perde un po’ di mordente, e viene rivelato giusto per “dovere di cronaca” dell’autrice: la lettura infatti è stata così interessante che arrivare alla soluzione, a scoprire chi e perché avesse ucciso la domatrice, non m’importava più …  O forse, più semplicemente, anch’io come tutti i personaggi coinvolti, in qualche modo avevo pensato che quella donna “meritasse” la morte, e quindi avevo già in parte assolto la mano assassina…

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dopo gli ultimi libri che ho letto, scritti da Camilleri e narranti le vicende di Montalbano, dai quali ero rimasta un po' delusa, ecco che ritorno ad un Montalbano più vivace ed interessante. Per un paio di ore di intensa lettura, tiene l'attenzione desta sulle indagini e sui protagonisti, e non svela nulla fino al finale. Grazie, Camilleri, per la bella compagnia!

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