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Premetto che la Rowling è assolutamente geniale!

Insomma: è partita da un libro per bambini ed ha portato la sua storia ad una letteratura per adulti: come ho già detto, è cresciuto il protagonista, è cresciuto il suo pubblico, è cresciuta anche l’autrice come scrittrice! Non solo: ha inventato di sana pianta un mondo – quello della magia – con regole (le scuole di magia, le diverse materie, il patentino per la materializzazione / smaterializzazione, il concetto della morte e dell’immortalità, tanto per fare alcuni esempi… ed una magia che non può risolvere proprio tutto, come noi Babbani saremmo portati a credere…) un mondo che non era facile giustificare alla luce delle regole di vita di noi “Babbani”, appunto! Lo ha inventato, ce lo ha descritto ed analizzato, e spiegato in questi sette volumi (io sono arrivata al sesto).

E non solo! Ha organizzato gli intrecci delle diverse trame non solo in modo da non lasciare in sospeso nessun particolare sulle vicende, in modo che ogni piccolo avvenimento ancorché insignificante rientrasse al suo posto come la tessera di un puzzle… ma ha fatto sì – e mi riferisco ai volumi precedenti, non a questo – che ognuno di essi potesse essere letto e compreso indipendentemente dagli altri libri della saga, nonostante i continui riferimenti alle avventure vissute in passato, o a personaggi incontrati in precedenza.

Devo ammettere che anche questo, come il precedente, è un volumone bello grosso, da leggere – ma il numero di pagine non mi ha spaventata: lo stile della Rowling è maturato, ma è rimasto comunque scorrevole e leggero – eppure, in confronto al precedente ha un paio di punti a suo favore, ed uno a suo sfavore, i primi sono dati dall’essere avvicente: insomma, come sempre in questa saga, gli avvenimenti più importanti si svolgono negli ultimi 2-3 capitoli, eppure non ho avvertito tempi morti, durante la lettura (o forse mi sono ormai “assuefatta”?), e mi è parso di accompagnare il protagonista, più maturo e meno avventato degli anni precedenti, in ogni pagina, in ogni corridoio della scuola, in ogni suo pensiero… Chi potesse essere il “principe mezzosangue” era abbastanza facile intuirlo, nulla di misterioso in questo, e poco mistero c’è stato sulle azioni di Malfoy come su quelle di ognuno dei personaggi, eppure ci sono stati momenti di sgomento e batticuore, soprattutto verso la fine quando è successo il fatto più grave che la Rowling potesse immaginare di scrivere!

Il punto a svantaggio è dato dall’operazione di marketing colossale che ha accompagnato il libro (e di conseguenza il film, che non ho ancora visto): non è possibile costringere il lettore, (o lo spettatore) dopo aver speso i soldi per questo libro (o film), ad aspettare diversi altri mesi, o un anno, per poterne leggere (vedere) il seguito! Non la trovo una politica rispettosa e corretta nei confronti di chi rappresenta poi la maggior fonte di fama e guadagno, per l’autrice, per la casa editrice, per la casa di produzione del film, ecc… e cioè il pubblico!

Con il settimo ed ultimo volume pare che sia andato anche peggio: i film se non erro sono addirittura due, no?

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