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… Era il lontano 1973… non c'era internet, c'era forse una tv per famiglia con due o tre canali ed il carosello, rigorosamente in bianco e nero, non tutti avevano il telefono in casa. Ancora vivo il ricordo di Woodstock, forse si sentiva ancora il fumo dei reggiseni bruciati in piazza. Erano gli anni di riforma del diritto di famiglia, con l’allora controversa (oggi in molti casi benedetta) introduzione del divorzio. Teniamone conto quando leggiamo un libro come questo, che nonostante siano passati quarant'anni, è attuale come non mai.

L'argomento? Le fantasie erotiche femminili. Negate per anni, per secoli, per millenni, com'è stata negata la sessualità e la libertà di espressione della donna, eppure vive come tramandate, nelle singole e solitarie esperienze di donne che si vergognano delle loro fantasie, che hanno paura di parlarne, e che nonostante tutto riescono a farle convivere con la cura della casa e dei figli.

La riflessione dell’autrice parte da un episodio piuttosto banale: racconta al suo partner una fantasia erotica immaginata mentre erano a letto insieme. Inutile dire che l’uomo scappa via a gambe levate.

Da lì l’idea di infrangere il tabù, ma come? Dopo le difficoltà inizialmente incontrate nel convincere le sue stesse conoscenti e amiche ad aprirsi su un argomento tanto scottante, l’unica soluzione possibile è scrivere un annuncio per convincere donne di ogni luogo, ceto, status, età, a farsi intervistare o ad inviare lettere che raccontino le loro esperienze con l’immaginario erotico, in modo da poter raccontare quanto più materiale possibile. La prospettiva dell’anonimato – Nancy Friday pubblica solo i loro nomi di battesimo e pochi, scarni dettagli sulla loro vita – è rassicurante, e le lettere riportate nel saggio sono numerose, e in molte contengono un punto fondamentale: ognuna di loro credeva di essere l’unica, la sola, di essere strana, diversa, per il solo fatto di avere delle fantasie erotiche. Ognuna di loro ringrazia Nancy per il suo lavoro, per aver letto o ascoltato i segreti più segreti di tante donne. Ognuna di loro coglie l’occasione per analizzare se stessa e trovare in un punto della propria vita, nell’infanzia o nell’adolescenza, in genere, quando il sesso è ancora un mistero e l’immaginazione fervida e fertile, l’origine di quella particolare fantasia.

Perché tanto mistero? Perché il bigottismo ed il perbenismo della società – di allora, ma anche attuale, ammettiamolo – non può accettare che una signorina o signora “per bene” possa parlare di certe cose, possa sognare o desiderare una “liberazione sessuale”. La stessa masturbazione femminile era negata, tanto che Freud non solo inventò il concetto dell’ “invidia del pene”, ma nega l’esistenza della libido femminile che per lui non ha alcuna giustificazione.

E invece nel 2013 leggendo questo libro si scopre che anche nel 1973 le donne fantasticavano di rapporti lesbici, di rapporti a tre, di essere prese con la forza, di dominare, di farsi guardare o di guardare durante la masturbazione, di avere rapporti con animali, di usare sextoys (anche “arrangiati in casa”), né più né meno di come fantasticavano gli uomini… con la differenza che per gli uomini era molto più facile parlarne, tra loro, confrontarsi, vantarsi. Mentre per le donne era praticamente impossibile.

L’autrice raccoglie materiale in abbondanza e lo pubblica quindi in questo saggio – raccolta di confessioni riordinando lettere ed interviste per argomenti con precisione scientifica, separando le diverse tipologie di fantasie erotiche ed analizzandole una per una.

Sarà facile per ogni donna ritrovarsi in alcune delle fantasie descritte, sentirsi meno “sola” nelle evocazioni della propria mente, e nelle proprie esperienze di fanciulla e di adolescente.

Il libro è scorrevole, l’approccio non è scientifico né cronachistico, perciò scritto in modo chiaro e accattivante, ma forse le confessioni riportate sono troppe, e alcune lunghe più del dovuto, tanto che a una trentina di pagine dalla fine sembra che si ripetano.

Purtroppo è fuori commercio su diversi siti come IBS, Amazon, ecc... Al limite se ne possono trovare alcune copie in pdf in lingua originale su web, in barba al copyright ;-)

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