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Premetto che non ho visto il film di Tinto Brass. E premetto anche che dopo aver letto il libro, penso che Tinto Brass non fosse il regista adatto a trarre un film da quest’opera. Ciò non esclude che il film possa anche piacermi, quando lo vedrò, ma certamente mi sarà difficile collegare mentalmente un film erotico ad un libro che passa per essere erotico, ma che in realtà erotico non è! 
...O per lo meno: l’erotismo de “La chiave” è talmente sottile ed elegante, che a paragone “Emmanuelle” (di Emmanuelle Arsan) potrebbe sembrare un libro porno! “La chiave” riesce a parlare di sesso – perché in pratica ne sarebbe l’argomento principale – pur senza parlarne! 
Immaginiamo una famiglia borghese, con una discreta differenza d’età tra i coniugi (una decina d’anni) ed una figlia in età da marito, in un tempo che può essere immaginato tra l’immediato (secondo) dopoguerra e gli anni ’60 (il romanzo è stato pubblicato nel 1956)… Immaginiamo la noia, la mancanza di dialogo, le differenze caratteriali tra i coniugi protagonisti… Immaginiamo che entrambi tengano un diario segreto sul quale annotano desideri e fantasie e dubbi e che questi loro diari in realtà tanto segreti non siano… (ma una conferma di questo si avrà solo alla fine) e che anzi vengano utilizzati come una lettera aperta al coniuge per comunicargli i desideri e le fantasie più intimi e nascosti, quelli che non si avrebbe mai il coraggio di comunicargli a voce. 
In questo libro vengono descritte con estrema naturalezza, limpidamente e con pudore, quelle che potrebbero sembrare perversioni sessuali: il desiderio di fotografare la moglie in pose sensuali, l’eccitazione provata all’idea di mostrarla ad un altro uomo – il futuro genero – e di spingerla tra le sue braccia. Viene descritta la trasformazione di questa donna che pudica e riservata, inizialmente incosciente, ma successivamente cosciente e complice, per devozione, per desiderio e lussuria, per amore, accetta e soddisfa i desideri del marito. La trasformazione – l’emancipazione – di una donna dapprima chiusa in se stessa, nelle sue ferree e rigide regole morali, in una donna aperta, libera, sicura di sé. 
Direi che il libro è poco descrittivo (normalissimo, trattandosi di un romanzo in forma di diario), eppure lo stile scorrevole e leggero riesce a rendere bene l’idea dei personaggi, dei luoghi e delle ambientazioni, e soprattutto – naturalmente – della psicologia dei protagonisti.

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