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mi aspettavo sicuramente di più...

non so, forse sbagliavo, ma mi ero convinta che fosse un "classico" della letteratura erotica e che non potevo non leggerlo! 
Invece non è stato niente di che... sì, ok, è stato scritto negli anni '50, da una donna, e quindi ha un linguaggio delicato e pudìco, nonostante l'argomento sia alquanto forte, e forse è proprio questo contrasto uno degli elementi che mi rendono così ostica la lettura, l'altro elemento è che pur comprendendo che in amore, nei rapporti sentimentali, ci si possa abbandonare a "giochi di ruolo" e che avendo una mentalità aperta, posso anche ammettere che questi giochi di ruolo possano prevedere che uno dei due si lasci dominare dall'altro, mi viene davvero difficile accettare l'annullamento totale della volontà di una donna, ridotta alla schiavitù anche fuori dal letto, la sua remissività completa in ogni aspetto della sua vita. Fatico seriamente a considerare possibile - sarò forse troppo borghese e limitata, mah... - che una donna scelga una non-vita simile, e la ami, questa non-vita, e sia orgogliosa del marchio da bestiame che porta sulle "terga"! 

A lettura ultimata aggiungo una breve nota:
ho trovato, sin dalle primissime pagine, molto accurata ed attenta, l'analisi dei pensieri di O, la protagonista, con ogni sua emozione sviscerata e puntigliosamente descritta, in modo chiaro e limpido, come se si trattasse della lettura dello stesso intimo diario di O, tanto che ad un certo punto mi sono chiesta se non sarebbe stato meglio, per l'autrice scriverlo in prima persona, e non in terza... eppure sono certa che sia stato proprio l'uso della terza persona, a rendere maggiormente efficace ed incisiva nel lettore, la comprensione di quei pensieri, la compenetrazione nelle emozioni di O, che sebbene non condivise, sebbene a volte possano essere "raccapriccianti", sono analizzate in maniera così trasparente da farle sembrare in qualche modo "naturali".

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