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avete presente un cheesecake fresco, bello, invitante, dolcissimo, golosissimo? la trilogia di fifty shades è come il cheesecake.

la prima fetta è quella che provoca l'acquolina, che si scioglie in bocca, che si gusta (magari anche con un po' di fame), e che soddisfa di più.

la seconda fetta è quella che mangiamo perché la prima sembra sempre poca, e spinti dalla gola ne vorremmo di più.

la terza fetta è quella che rovina tutto. stucchevole, nauseante.

la trilogia è così, e questa è la terza fetta di cheesecake. se già gli altri non erano il massimo, questo terzo volume è il peggiore di tutti e tre!

masochista io che l'ho comprato già immaginando come sarebbe andato a finire, che l'ho tenuto due settimane sul comodino a prendere polvere, senza riuscire ad andare avanti che poche pagine al giorno (mentre gli altri due li ho finiti in pochissimi giorni).

non voglio parlare della monotonia del testo, 619 pagine di melensa ripetitività: di quanto è bello, sexy, affascinante, tenebroso (e anche ricco, ma la protagonista è una donna "pura", alla quale i soldi fanno schifo... sì, come no...) Mr Grey, di quanto è favoloso, appagante, travolgente il sesso con lui, avere orgasmi a ripetizione (ad un certo punto mi aspettavo che Mr Grey riuscisse a provocarli anche solo con la forza del pensiero); ripetitività che se viene aggiunta alla monotonia del primo e del secondo volume, diventa stucchevole e nauseante già di per sé, indipendentemente dalla trama e da tutto il resto! Ma poi, non sembra assurdo che marito e moglie si chiamino reciprocamente “Mr Grey” e “Mrs Grey”, dalla colazione, alla cena, e anche a letto?!?

non voglio parlare del linguaggio pudico ed epurato da termini più forti e volgari, che potrebbe rendere accessibile questi libri anche ai ragazzi delle scuole medie, se non fosse per il fatto che il messaggio trasmesso è altamente diseducativo, peggio delle favole! (e su quanto sia diseducativo ed anacronistico il modello comportamentale proposto dalle favole più famose, oggi, nel XXI secolo, ce ne sarebbe da dire, eccome!);

non voglio parlare della pubblicità occulta a quei tre o quattro brand famosi, che ricorre anche negli altri due volumi;

non voglio nemmeno parlare degli errori (od orrori) che ricorrono più volte nel testo (es. una donna che dice in più occasioni, “sono sicurO”, tanto per citarne uno, ma non è l’unico), e che non so se attribuire alla traduzione od alla stampa – non avendo letto la versione inglese;

e poi, accidenti, a proposito di errori: Mrs James, informati! Se una persona ha il catetere urinario NON PUO’ AVERE stimolo alla minzione!

Non voglio nemmeno parlare del goffo tentativo di aggiungere un po’ di suspance e di thrilling, tanto da rendere l’episodio tanto inverosimile quanto grottesco;

naturalmente non voglio ripetere i giudizi già dati agli altri due volumi, giudizi che possono perfettamente riferirsi anche a quest’altro volume… ultimo spero, anche se la frase finale “E questo è tutto… per ora.” di E. L. James suona più come una minaccia che come una speranza!

Di cosa voglio parlare, allora?

Di nulla. Credo non valga la pena di sprecar ulteriore tempo (oltre quello già impiegato per la lettura), e parole, per commentare questo libro.

Semplicemente non vedevo l’ora di richiuderlo per dimenticarlo nella libreria.

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