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Avevo già letto su internet di questa fortunatissima scrittrice che non solo ha creato una convincente trilogia a sfondo erotico, ma pur essendo moglie e madre, ha tranquillamente messo nome e volto in piazza per un argomento tanto pruriginoso e tanto legato a sorrisi maliziosi e tabù.

Ovviamente parliamo di un’autrice che vive in una delle capitali più cosmopolite del mondo, Londra, nella quale forse è minore il rischio di essere tacciata di perversione camminando per strada o andando a fare la spesa al supermercato!

La sua fama si era sparsa prima su internet, con la pubblicazione dell’ebook, e con il “passaparola” delle lettrici che hanno adorato e consigliato il libro alle amiche… sorridendo mi viene istintivo il paragone con Federico Moccia, e mi scuso con la James per aver – ma solo per qualche istante, eh! – considerato il suo libro alla stregua di un “tre metri sopra il cielo vietato ai minori”!

Ora è in libreria, in formato cartaceo. Comprato ieri. Letto oggi. Cinquecentoquarantotto pagine dalle quali è stato difficile staccarsi. Cinquecentoquarantotto pagine da consigliare alle amiche!

Avendo già letto Histoire d’O, per certi versi, l’iniziazione della protagonista al sesso BDSM (acronimo di Bondage Domination Sado Maso, che è più una “disciplina” mentale che una perversione sessuale) ha poche novità, per me.

D’altronde, come mi faceva notare un lettore che voleva a tutti i costi dire la sua su un libro di racconti erotici pur avendo letto ben poco – per sua stessa ammissione – in vita sua sull’argomento, non è facile riuscire a scrivere qualcosa che suoni come “originale” sull’erotismo.

Tecnicamente non ha tutti i torti: l’atto sessuale in sé, da che mondo è mondo, per gli uomini, come per i primati o gli altri animali, si svolge (più o meno) coinvolgendo gli stessi organi e ripetendo da millenni gli stessi “meccanici” gesti!

Erotismo però è tutto il “contorno”, ovviamente. E non solo in letteratura, nella vita! L’erotismo è il vedo-non-vedo, è odore, aroma, sapore, passione, tatto, l’erotismo non è nell’atto sessuale in sé, ma in tutto quello che fa sembrare straordinario quell’atto. Ci vuole fantasia per vivere l’erotismo, e ci vuole sensibilità.

E la James è stata bravissima a descrivere questo “contorno”.

Insomma: le descrizioni degli atti sessuali, in questo primo libro della trilogia, sono scarne, brevi, fugaci.

Il maggiore risalto lo hanno le emozioni, le sensazioni che si agitano nel cuore della protagonista, catapultata improvvisamente dalla verginità al contratto di Dominazione-Sottomissione che le viene proposto dall’uomo di cui si è innamorata. È questo un buon modo di scrivere e descrivere e condividere il senso dell’erotismo con il proprio lettore.

Dunque, alcune piccole note sulla “veridicità” e sul “realismo” della storia le avrei, e d’istinto mi verrebbe di farne un elenco puntato:

innanzi tutto la protagonista, ancora vergine a ventun anni suonati negli stati uniti, nonostante viva lontana da casa – all’università – con un’amica da ben quattro anni, e non solo non ha mai fatto sesso con un ragazzo (e va beh, ammettiamolo, ci potrebbe pure stare…) ma non ci ha mai provato neanche da sola! Non ha mai avuto un sogno erotico di notte – e i sogni mica si possono controllare! – che le abbia regalato un orgasmo! Suvvia… questa cosa non è credibile!

E sempre a proposito della protagonista, immagino che l’eccitazione potesse essere travolgente, ma direi che avere un orgasmo (e se non sbaglio lei ne ha un paio), alla sua prima volta, per una donna è quasi impossibile! Per di più, questa ragazza diventa immediatamente esperta su movimenti e sensazioni da assecondare. Ed ha orgasmi a ripetizione da far invidia a molte donne (e a molti uomini)… sia per la completa assenza di “tempi refrattari”, sia per la velocità da record (su questo davvero tanti uomini poco pazienti nei preliminari e nell’assecondare le esigenze delle partner, ci metterebbero la firma) – tanto che se si trattasse di un uomo e non di una donna, invece, parleremmo di “eiaculazione precoce”!

Il protagonista maschile, invece, mi sembra un po’ stereotipato: il ragazzo adottato, disadattato, che fa fortuna e diventa ricco, che sfrutta il suo savoir faire e il suo ascendente (personale ed economico) per ottenere sempre ciò che vuole, che ha la mania di controllare tutto, compresa la propria insicurezza – dal momento che è chiaro e palese (a tutti tranne che alla protagonista femminile, appena svegliata nel 2011 da un secolo di ibernazione, evidentemente), che il vero potere, in una coppia Master – Slave, è il Sottomesso, non il Dominatore!

Ed eccolo principe azzurro, che si innamora della cenerentola che si è fatta prestare l’abito per “andare al ballo”, e che per la prima volta con lei e grazie a lei (che ricordiamo: era vergine!), scopre il sesso, quello vero, e insieme ad esso scopre i pro ed i contro del rapporto di coppia.

C’è un’ultima breve analisi, a proposito del rapporto di coppia, che vorrei fare:

se non ci fosse stata quella particolare “stanza rossa delle torture”, cos’avrei visto, di questi due ragazzi?

Una “banale” storia d’amore, una come tante, due giovani che devono imparare a conoscersi, a fidarsi, a rispettarsi, ad aprirsi, che devono giungere a “compromessi” se davvero vogliono che il loro rapporto prosegua. E questo, non in base alla firma sul contratto di dominazione, bensì solo in base alla loro volontà giorno per giorno!

Questo è e deve essere un impegno per tutte le coppie. Il contratto di dominazione, come il matrimonio, la convivenza, o il fidanzamento, gli accordi presi, valgono solo a condizione che la volontà di proseguire il rapporto si rinnovi giorno dopo giorno.

Ancor oggi, a distanza di millenni da quando l’uomo ha scelto di regolare i propri rapporti personali, anche senza frustini, manette, punizioni, c’è chi crede di avere un diritto di proprietà (morale, od economica, o fisica) sul partner, per il solo fatto di aver messo una firma su un atto di matrimonio, senza poi curarsi del rapporto di coppia, dopo quella firma.

(e qui ci vorrebbe la famosa battuta di Totò su cosa fare con il pezzo di carta…)

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