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ogni anno, a fine anno, si fanno i bilanci. si chiude un ciclo, ne comincia un altro.

come in contabilità: si chiude il bilancio dell'anno appena trascorso, si quantificano i costi e i ricavi dell'anno, si portano all'anno nuovo gli attivi e i passivi pluriennali... si calcola l'utile, se l'anno è andato bene, si ammortizza la perdita (o almeno si prova), se l'anno è andato male, e poi si ricomincia...

si guardano gli oroscopi, per cercare di capire cos'accadrà, di prepararsi al meglio o al peggio che il nuovo anno, sul quale si ripongono speranze e buoni propositi, porterà con sé. poi però gli oroscopi ce li dimentichiamo già dopo due settimane, anche meno, perché in fondo lo sappiamo bene che gli oroscopi sono una gran cavolata, che vengono scritti riciclando quelli vecchi, a rotazione, e che ogni anno è l'anno fortunato per un segno particolare (salvo poi appurare che quando secondo gli oroscopi era l'anno fortunato per il mio segno, mese dopo mese, io vivevo un problema dopo l'altro!)... lo sappiamo, lo sappiamo... però poi quando arrivano a parlare del nostro segno in TV, "Zitti tutti, che devo sentire!" come se dessero una notizia di vitale importanza.

si ripensa ai mesi trascorsi dall'ultimo capodanno, quelli recenti in genere si ricordano meglio - a meno che non sia capitato un evento particolare nei precedenti - e il loro andamento può influenzare l'opinione dell'anno appena trascorso: a me succede! per esempio, l'anno che distrussi la macchina e mi incrinai le costole, lo considerai un anno orribile, sollevata all'idea di liberarmene... solo perché l'incidente lo ebbi (anzi, ahimè, lo provocai) a fine anno, la sera di halloween... eppure non era stato un brutto anno, nel complesso!

l'anno in cui ho vissuto la gravidanza e il matrimonio avrebbe forse potuto essere il più bello della mia vita... se però non avessi perso prematuramente mio padre...

quest'anno per me il bilancio è particolarmente importante, non solo perché riguarda l'anno appena trascorso, ma anche perché vista l'età che ormai ho raggiunto, posso seriamente dire di essere giunta a metà del cammino (anzi, forse la metà l'ho già superata, almeno a giudicare dall'aspettativa di vita statisticamente considerata), e giacché non faccio in tempo a compiere - e godermi - gli anni, che subito si entra nell'anno solare successivo, il compito che mi attende in questi giorni è di calcolare mentalmente il bilancio degli ultimi quarant'anni, e magari di pesarlo obiettivamente, senza le mie solite influenze pessimiste!

nel frattempo, visto che fare un bilancio che abbracci quarant'anni richiede tempo e grande sforzo di energia, forse è meglio per ora restringere il campo agli ultimi dodici mesi:

ho viaggiato, visitato luoghi nuovi, fatto la turista con il naso (e la fotocamera) all'insù ad immortalare ricordi e momenti...

ho conosciuto persone nuove, simpatiche, interessanti...

ho scoperto che dai ragazzi si può imparare molto, ma che ormai sono molto distante da loro per condividerne l'immaturità...

ho scoperto che dagli adulti non ho più nulla da imparare...

... e che la mia asocialità selettiva per gli altri è spesso l'alibi che usano per mascherare indifferenza... mentre per me è la più comoda e protettiva delle corazze...

ho avuto fame e sete di conoscere, imparare, ansia di apprendere, voglia di fare, di mettermi in gioco, di sentirmi viva e sempre nuova...

ho scoperto i miei limiti, misurato la mia forza, e mi sono scottata: la cera delle mie ali si è sciolta e sono precipitata giù, a leccarmi le ferite: a contare i pezzi e rimetterli lentamente insieme, mentre i fantasmi del passato tornavano a danzarmi attorno come freddi "dissennatori" (personaggi lugubri molto simili alla raffigurazione che solitamente si ha della "morte", scheletrica ed avvolta da un mantello nero, che succhiano le emozioni, i pensieri felici, l'anima, dalla bocca della vittima. Pare che l'autrice della saga di Harry Potter li abbia creati in rappresentazione del male silenzioso che è la depressione. N.D.A.) 

mi sono guardata allo specchio ed ho amato i miei difetti, sentendomi più leggera e più libera.

ho sbattuto il naso con la mia solita buonafede, mi sono presa colpe non mie, sono stata fraintesa ed accusata.

ho tirato la cinghia. ho avuto il frigo vuoto e gli occhi pieni (di lacrime). ho pianto immaginando un futuro nero e vuoto, ed ho nascosto le lacrime dietro un sorriso, settimana dopo settimana, mese dopo mese, immaginando, progettando, sommando e sottraendo.

ho amato, ho amato molto, avidamente mi sono nutrita di parole... che non bastano mai, e non sono mai inutili o scontate... e di baci, di abbracci, di carezze, di sorrisi, di amplessi caldi e passionali, senza mai saziarmi.

ho pesato nel cuore le responsabilità, le colpe, le omissioni e le incomprensioni, senza mai condannarmi, senza mai assolvermi. perché non c'è condanna né assoluzione per chi decide di essere sé stesso, e di vivere la propria vita con coerenza e amor proprio.

dal nuovo anno non mi aspetto nulla di più, nulla di meno, in fondo. perché per ogni lacrima che verserò, riceverò un sorriso. per ogni addio, avrò nuovi occhi da guardare. per ogni ferita, per ogni dolore, un nuovo fiore da accarezzare.

è questo il mio auguri per tutti: siate voi stessi, siate coerenti, amatevi.

e amate, amate tanto. non date mai per scontato l'amore, o lo perderete! non negatelo, o non ne riceverete... non nascondetelo: l'amore va mostrato, vissuto, respirato, sussurrato e gridato, innumerevoli volte, in ogni modo, perché non basta mai...

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